Macchine da caffè

In Italia la prima fu Venezia. E' lì che nel XVII secolo furono aperte le prime botteghe del caffè. Ma l'origine vera è ignota. Alcune leggende la pongono in Medio Oriente. Comunque sia, l'uso di bere caffè si è poi diffuso in tutto il mondo e ci sono molti modi per farlo. Molti modi e molti strumenti. In questa parte del sito troverete le migliori offerte della rete su tutto quello che serve per fare il caffè: macchine, capsule, cialde, macinacaffè e caffè in polvere. E le recensioni delle blogger di GialloZafferano sulle macchine da caffè che loro stesse hanno provato.

Che cosa sia il caffè, nel senso della bevanda, lo sanno quasi tutti. E se siete arrivati su questa pagina, lo sapete sicuramente anche voi. Ma qualche curiosità introduttiva su quello che viene prima della tazzina magari vi interessa lo stesso. Poi, più sotto, vedremo le cose "pratiche".

GLI ARGOMENTI DI QUESTA GUIDA

 

 

LA PIANTA DEL CAFFE'

La pianta del caffè appartiene alla famiglia delle Rubinacee: 5mila specie tra piccole piante e arbusti, di cui 60 sono chiamate coffea. Tante. Ma solo in due, Arabica e Robusta, si dividono il 95% della produzione mondiale.

Il clima ideale per la pianta del caffè è quello tropicale e intertropicale. E la zona migliore per la sua coltivazione è tra il 5° e il 25° parallelo, cioè tra il tropico del cancro e il tropico del capricorno. Meglio se tra i 200 e i 2.000 metri sul livello del mare. E ancora meglio se non riceve troppa luce del sole.

DOVE SI PRODUCE E CHI LO CONSUMA

Le zone del mondo dove si produce più caffè sono l'America Centrale e quella Meridionale, l'Africa e l'Asia. Ma ogni regione - addirittura ogni microclima - produce un caffè diverso per ogni tipo di pianta. E ci sono altri fattori che incidono sulla qualità di quello che troverete nella tazzina, come il tipo di raccolta e di estrazione del seme, il tipo di tostatura e di macinatura, e la miscela da cui il vostro caffè viene estratto. Quindi, se proprio volete diventare dei veri esperti, dovrete fare un po' di pratica anche con tutte queste cose.

I paesi che consumano più caffè riservano qualche sorpresa. Perché sono distribuiti in zone diversissime del mondo. Ci sono i paesi nordici, come Finlandia, Svezia, Danimarca e Norvegia. Quelli dell’Europa meridionale, come Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia. Quelli dell’Europa centrale come Svizzera e Germania. E poi Stati Uniti, Giappone e Regno Unito. Caffè diversi, dal lunghissimo caffè americano che può accompagnare intere giornate, a quello alla francese, al più intenso caffè espresso italiano, fino al più forte di tutti, quello turco. Di questi ultimi due tipi, è meglio non berne troppo.

COME SI FA IL CAFFE'

Per fare il caffè ci vogliono acqua calda e caffè macinato. E un sistema per far passare l'acqua nel caffè ed estrarne gusto e aroma. Per fare questa operazione ci sono diverse "macchine". Non le vedremo tutte, ma solo le più "importanti" e diffuse.

LA MOKA

La Moka è una delle macchine da caffè più diffuse nel mondo, creta da Alfonso Bialetti nel 1933. E da allora ha subito pochissime modifiche. Ha tre parti principali: la caldaia, il filtro e la parte alta, e cioè il bricco dove si raccoglie il caffè. Altre cose importanti della Moka sono la valvola presente su un lato della caldaia. E una guarnizione posta tra il filtro e la parte alta della Moka.

Nella caldaia va messa l'acqua, e nel filtro il caffè. L'acqua non dovrebbe superare il livello della valvola, e il caffè non dovrebbe essere troppo pressato. Accendendo il fuoco sotto la Moka, la temperatura interna alla caldaia aumenta. Questo crea vapore e pressione. Quando il livello della pressione interna arriva a buon punto, vapore e acqua cominciano a salire e passano attraverso il caffè presente nel filtro. Per poi uscire dal cilindretto presente nel raccoglitore.

Ecco alcune accortezze per fare il caffè con la Moka. Tenete sempre il coperchio un po' alzato. Quando il caffè è completamente uscito togliete la Moka dal fuoco. Mescolate il caffè nel bricco prima di servirlo.

CAFFETTIERA NAPOLETANA

Come la Moka, anche la caffettiera napoletana ha una struttura fatta di tre parti: la caldaia dove mettere l'acqua, il filtro dove mettere il caffè e il contenitore con il beccuccio. La macchina va messa sul fuoco dal lato della caldaia. Quando l'acqua comincia a bollire - lo capirete dal vapore che esce dal beccuccio e dal forellino laterale di sfiato - spegnete il fuoco e girate la caffettiera sottosopra. A questo punto l'acqua bollente comincia a scendere, passa attraverso il filtro e il caffè scende nella brocca col beccuccio.

MACCHINE DA CAFFE' A CAPSULE

Le macchine da caffè a capsule sono di solito molto piccole. Le misure variano da modello a modello, ma la linea di massima lo spessore è tra i 10 e i 15 centimetri, e la profondità e l'altezza sono tra i 20 e i 30 centimetri. E hanno un design compatto. Sono quindi facili da collocare in una cucina, anche piccola. Hanno un serbatoio per l'acqua, un motorino che la scalda e un un sistema per fare il caffè.

Questo sistema è piuttosto importante. Quando sentite parlare di una macchina Nespresso, A Modo Mio e Dolce Gusto, ad esempio, si tratta appunto di un sistema per estrarre il caffè. E quando sentite parlare di capsule compatibili con Nespresso eccetera, si tratta appunto di capsule che possono funzionare con quel sistema.

Hanno un serbatoio per le capsule usate e un vassoio salvagoccia appena sotto il ripiano dove appoggiare le tazzine.

Funzionano con le capsule da caffè. Le capsule sono piccoli oggetti di forma conica che contengono tra i 5 e i 7 grammi di caffè in polvere, la quantità giusta per una tazzina. Basta inserire la capsula nell'apposito spazio e pigiare il pulsante di accensione della macchina, che poi farà tutto da sola.

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Le macchine da caffè a capsule hanno ottenuto un grande successo di mercato perché sono piccole e compatte, facili da usare e da pulire, e il caffè che producono è paragonabile a quello del bar. Perché si sporca molto meno che con una moka. E a volte sono proprio carine.

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MACCHINE DA CAFFE' A CIALDE

Le macchine da caffè a cialde sono un po' più grandi e pesanti delle macchine da caffè a capsule. Ma secondo gli intenditori il caffè viene meglio. Anche questo tipo di macchine ha spesso un design compatto che ne facilita la collocazione in cucina. Come le precedenti, hanno una struttura semplice: deposito per l'acqua, dispositivo per il suo riscaldamento, pompa a pressione che spinge l'acqua nel caffè, filtro, e ripiano dove appoggiare le tazzine. Nella maggior parte dei casi, le macchine per il caffè a cialde hanno anche un filtro per il caffè in polvere.

Funzionano con le cialde da caffè. Spesso cialde e capsule vengono confuse, ma non sono la stessa cosa.

Le cialde sono infatti composte da caffè pressato contenuto in due fogli di carta di riso. Ci sono diversi tipi di cialde, sia per forma sia per dimensione. Ma le più diffuse sono le cialde ESE (Easy System Espresso), che sono rotonde e hanno un diametro di 44 millimetri. Le cialde ESE sono così diffuse, che sono diventate anche uno standard di costruzione per le macchine stesse.

Secondo gli intenditori, con queste macchine il caffè viene meglio rispetto a quello prodotto dalle macchine a capsule, più simile all'espresso del bar. Sono però più difficili da usare, e ci vuole un po' di tempo per prendere la mano. E usandole si sporca un po' di più rispetto alle macchine a capsule.

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MACCHINE DA CAFFE' AMERICANO

Per quanto riguarda le macchine da caffè americano le dimensioni aumentano ancora un po'. Anche perché quando si parla di caffè americano si parla di un caffè molto lungo, e di un consumo che può diventare quantitativamente rilevante. E quindi il serbatoio deve essere più grande. Il filtro lo è per il modo in cui il caffè viene prodotto. E tra le parti importanti della macchina c'è anche una caraffa per contenere il caffè.

La struttura però è più semplice delle precedenti. L'acqua, infatti, deve semplicemente colare nel caffè, senza necessità di particolari livelli di pressione. Gli elementi fondamentali di una macchina da caffè americano sono quindi il serbatoio, il sistema per scaldare l'acqua e farla colare nel caffè, il filtro (molto più grande di quelli per il caffè espresso), e la caraffa dove far scendere il caffè.

Funzionano con un caffè diverso, solitamente meno tostato e macinato in maniera meno fine rispetto a quello del caffè espresso.

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L' IBRIK TURCO

Uno dei metodi più antichi di estrazione del caffè viene dalla Turchia, e utilizza una piccola pentola a manico lungo e forma conica, chiamata Ibrik. Secondo la tradizione, è fatto in ottone o in rame. Ma si possono trovare Ibrik "tradizionali" anche in argento o in oro. In tempi più recenti viene anche prodotto in acciaio inossidabile, in alluminio o in ceramica.

Si mette acqua fredda, caffè e zucchero nell'Ibrik e lo si fa bollire per tre volte consecutive. A questo punto lo si lascia riposare per qualche minuto in modo che la polvere di caffè si depositi sul fondo. E poi lo si serve.

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